Napoli, “Mics Futuro Made in Italy – Call 4 Circular Startup”: riconoscimenti speciali per il made in Italy

Napoli – Il partenariato tra pubblico e privato come principale fonte di sviluppo economico, sociale e culturale.
E’ stato questo il mood che ha contraddistinto il Demo Day del Premio “Mics Futuro Made in Italy – Call 4 Circular Startup”, tenutosi lo scorso 19 marzo presso il Salone delle Grida, sala principale del Palazzo della Borsa e sede storica della Camera di Commercio di Napoli.
Il progetto, nato per disegnare il made in Italy in ottica circolare è stato promosso dalla Fondazione Mics (Made in Italy Circolare e Sostenibile), in collaborazione con il Circular Economy Lab ed ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica.
Nel corso del convegno, le variegate realtà selezionate hanno presentato ufficialmente le loro proposte innovative al cospetto di una giuria composta da autorevoli partner dell’iniziativa , docenti universitari, investitori e manager d’impresa.
Al termine dei lavori, che si sono contraddistinti per il grande livello tecnico e le competenze espresse, sono stati comunicati i dieci progetti vincitori, che riceveranno un riconoscimento fino a 70mila euro ciascuno, al netto dell’accesso ad un programma di bootcamp avanzato, senza dimenticare gli appositi percorsi innovativi messi in campo proprio dal sistema industriale Mics.
Ma quali sono le iniziative imprenditoriali premiate?
Senza dilungarci in inutili preamboli, entriamo subito nel merito e snoccioliamo i nomi delle aziende che hanno realizzato idee dal grande valore innovativo.
Partiamo da Agreenet, che sviluppa soluzioni naturali per ridurre lo spreco di frutta fresca, attraverso la filiera di oltre il 40%, senza dimenticare la ormai consolidata realtà di Arabat, impegnata a sviluppare tecnologie innovative per il riciclo sostenibile delle batterie agli ioni di litio.
Di altra natura è l’attività posta in essere dalla società “Billd”, che sviluppa una piattaforma SaaS brevettata, che sostiene gli scontrini cartacei con ricevute digitali integrate nei sistemi Pos.
BrainTex, si occupa invece di progettare e realizzare soluzioni di controllo qualità basate su computer vision ed intelligenza artificiale, che automatizza l’ispezione dei tessuti in tempo reale.
Grande consenso ha riscosso il geniale progetto promosso dalla società “Cognivix”, che sviluppa tecnologie di intelligenza artificiale che semplificano la programmazione dei robot industriali.
Di altro genere è la proposta imprenditoriale della ditta “J4Energy”, impegnata a sviluppare una piattaforma software che aiuta le aziende a ridurre le emissioni ed i costi energetici.
L’azienda “Orbita Tecnologies”, progetta una microfactory modulare finalizzata al recupero di componenti elettronici ad alto valore dai rifiuti Raee.
Nel palmares delle migliori innovazioni figura anche la “Rarearth”, che sviluppa tecnologie per il riciclo diretto dei magneti provenienti da dispositivi a fine vita, componenti critici per settori come la mobilità elettrica e le energie rinnovabili.
Da non sottovalutare neanche la proposta industriale lanciata dalla “ReSporto”, proiettata nella realizzazione di una tecnologia brevettata per il riciclo dei tessuti contenenti elastane, difficilmente trattabili con le metodologie tradizionali.
Dulcis in fundo, a far parlare di se per capacità innovativa e visione tecnologica è la società “Servati”, che progetta calzature sostenibili secondo i principi dell’economia circolare.
Ad esprimere grande soddisfazione per i brillanti risultati raggiunti è Roberto Merlo, direttore generale della Fondazione Mics, che senza mezzi termini afferma che “con il premio Mics Futuro Made in Italy, la nostra Fondazione conferma il proprio impegno nella promozione dell’innovazione e della sostenibilità, grazie alla collaborazione con le filiere portanti dell’industria nazionale. Le oltre 260 candidature ricevute confermano, laddove ce ne fosse bisogno, quanto il panorama italiano dell’innovazione sia dinamico e variegato e fortemente orientato a contribuire alla crescita del Made in Italy”.
La transizione verso modelli imprenditoriali produttivi e sostenibili, richiede necessariamente una forte cooperazione tra le Istituzioni ed il tessuto produttivo, nella consapevolezza che solo facendo rete, sarà possibile realizzare quelle economie di scala in grado di rendere compiuto il processo di sviluppo economico del territorio.
Alberto D’Erasmo



