Lavoro

Monitoraggio e prevenzione di scarichi illegali e versanti fragili, quando la sfida dell’Epomeo passa dalla rigenerazione urbana

Ischia – A Ischia, la linea che separa tutela ambientale e sicurezza pubblica passa ormai per il Monte Epomeo, cuore verde di Ischia. Domenico Schiano, presidente dell’associazione Guardie Ambientali CONGEAV Ischia, racconta la montagna come un “sistema di protezione civile naturale” che però funziona solo se viene curato e monitorato con continuità: «Non basta intervenire dopo. Servono presidi sul territorio, manutenzione ordinaria e segnalazioni tempestive dove i versanti e gli alvei sono compromessi».

Schiano sposta il fuoco dall’ecologia “in astratto” al lavoro concreto delle guardie ambientali: pattugliamenti, raccolta di evidenze fotografiche, tracciamento di discariche improvvisate, segnalazioni su roghi e scarichi illeciti, animali abbandonati, supporto ai Comuni e raccordo con Protezione Civile e forze dell’ordine. “Un’attività che” – sottolinea – “richiede formazione e attenzione ai rischi. Bisogna muoversi su sentieri ostruiti, attraversare impluvi, ma riscontriamo il fatto che operare vicino ad aree instabili significa esporsi a cadute, frane superficiali e improvvise piene”.

Qui entra il pilotaggio da remoto, nella fattispecie droni e rilievi UAS, se condotti da operatori formati e abilitati, consentono di fatto sopralluoghi rapidi sulle zone più impervie dopo un temporale, aiutando a individuare sversamenti, occlusioni negli alvei, accumuli di materiale e inneschi d’incendio senza mandare persone “a vista” dentro aree pericolose. La cornice metodologica non è improvvisata, il presidente sottolinea la normativa in Italia riguardo la formazione del pilota UAS e l’operatività che si innestano sulle regole ENAC e sul regolamento europeo 2019/947.

L’isola, del resto, vive da anni in una normativa “trasversale” da emergenza continua: sisma e dissesto. Il Codice della Protezione Civile definisce un perimetro preciso di azioni (previsione, prevenzione, mitigazione, gestione e superamento dell’emergenza). In particolare, dopo la frana- alluvione del 26 novembre 2022, l’OCDPC 948 ha inquadrato i primi interventi urgenti e la governance commissariale. Per la ricostruzione post-sisma del 21 agosto 2017 opera il quadro dedicato del D.L. 109/2018. e il D.L. 186/2022 che ha introdotto misure specifiche per l’emergenza Ischia dopo gli eventi del 2022. Schiano lega questa architettura “top down” a un presidio “bottom up” autoctono: «Se vuoi ridurre davvero il rischio, devi avere occhi sul territorio ogni giorno, soprattutto nei brani urbanistici e geomorfologici più compromessi: lì dove la città si attacca alla montagna». È anche un modo per leggere due ferite parallele: la colata del 26 novembre 2022 e la frana del 10 novembre 2009, due eventi con dinamiche simili che hanno travolto il centro di Casamicciola fino al mare. Sul tavolo operativo in sinergia con Protezione Civile e altri enti terzo settore, intanto, c’è l’idea di un Parco Nazionale del Monte Epomeo in fase di designazione come area naturalistica protetta: non un’etichetta, bensì un chiaro dispositivo di regole, gestione e risorse.

Il parallelo più immediato è il Parco Nazionale del Vesuvio: un “parco periurbano” dentro una delle aree più antropizzate d’Italia, dove tutela e sicurezza convivono con le città. E l’excursus è rapido ma eloquente: dalle cinture verdi milanesi (Parco Nord e Parco Agricolo Sud) ai parchi metropolitani attorno a Roma (Castelli Romani, Veio), i contesti naturalistici periurbani funzionano quando diventano infrastrutture pubbliche: riducono pressione edilizia, migliorano drenaggi, disciplinano gli usi, creano manutenzione e lavoro locale.

La chiusura, per Ischia, è una scelta di rigenerazione urbana e periurbana: corridoi verdi tra abitato e versanti, gestione seria degli inerti e dei rifiuti, presidio civico formato (anche con strumenti da remoto), e un patto stabile tra istituzioni e comunità. Perché la sicurezza di Casamicciola non si gioca solo nei cantieri dopo l’emergenza ma si costruisce prima, sul confine fragile tra città e monte.

di Salvatore Polverino

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