Decreto Legge, 159/2025: i temi della sicurezza sui luoghi di lavoro e della formazione faranno parte dei programmi scolastici

Dalla teoria alla pratica: il decreto legge 159/2025, invita a inserire lo studio delle disposizioni normative nei percorsi didattici tradizionali, rendendolo materia imprescindibile del curricolum scolastico. Già dall’età infantile, attraverso metodologie didattiche innovative, si promuove la creazione di ambienti collaborativi e costruttivi, insegnando il rispetto delle regole e garantendo sicurezza individuale e collettiva.
La finalità è chiara: avvicinare il mondo della scuola al mondo delle regole, affinché la cultura della prevenzione non resti confinata alla teoria, ma venga praticata nei luoghi di lavoro. Un percorso che passa anche attraverso attività come il gioco di ruolo, per trasformare l’apprendimento in esperienza concreta.
Pertanto, il legislatore con l’emanazione di continue norme crea un vero e proprio appello alla
comunità educativa. Il decreto legge 159/2025 si rivolge direttamente a dirigenti scolastici, insegnanti e formatori di ogni ordine e grado, chiamandoli a promuovere la cultura della sicurezza e a coinvolgere gli studenti in un clima di collaborazione. Da qui l’urgenza di un’educazione che coniughi diritti, doveri, tutele e responsabilità.
Possiamo, dunque, ispirarci al pedagogista Jerome Bruner, il quale ricordava che insegnare non significa solo trasmettere conoscenze, ma accompagnare lo studente verso nuove scoperte. Una visione che si intreccia con il dettato costituzionale, fondato sul principio lavorista, ossatura della Carta, che riconosce il lavoro come diritto e dovere.
Il decreto legge n.159/2025, contenente misure urgenti in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, si presenta con un dettato normativo chiaro ed essenziale. Un provvedimento che punta a garantire ordine e giustizia, richiamando un equilibrio costruttivo tra potere legislativo, funzione educativa e partecipazione popolare.
Una vera e propria “iniezione di energia” che, secondo gli osservatori, può rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza, tanto nel mondo del lavoro quanto in quello della formazione.
La scuola viene inserita come primo presidio di sicurezza e dunque individuata come il primo luogo di formazione e apprendimento, dove devono essere trasmesse le norme fondamentali per tutelare il bene più prezioso: la vita.
Gli operatori scolastici, quali gli insegnanti, vengono visti come degli “scaffolding”, quindi delle
vere e proprie impalcature che sostengono e guidano, gli studenti di oggi e i lavoratori di domani, diventano figure centrali nell’accompagnare gli studenti verso la conoscenza, attraverso interazione ed esplorazione. L’ambiente scolastico, dunque, si configura come il primo spazio in cui la norma deve essere insegnata, studiata e applicata.
di Monica Ascione



