Economia

Obbligo POS 60 euro: l’Europa bacchetta il Governo Meloni

La Commissione UE contro l'innalzamento della soglia minima a 60 euro per l'obbligo di accettare il POS. Da Palazzo Chigi avvisano che "sono in corso interlocuzioni" di cui "si terrà conto".

La nuova Legge di Bilancio del Governo di Giorgia Meloni viene discussa in Parlamento e messa in discussione in Europa, ed è scontro sulla soglia massima entro cui gli esercenti possono rifiutare pagamenti con bancomat e carte di credito. La nuova legge, se approvata, prevederebbe l’innalzamento della soglia minima per l’obbligo POS (ossia di accettare pagamenti elettronici) a 60 euro (e non 30 come da prime indiscrezioni)

La novità sui pagamenti con obbligo POS

Novità per gli italiani con la nuova legge di bilancio firmata dall’esecutivo di Giorgia Meloni. Tra i 155 articoli di cui è composta la bozza di legge anche l’innalzamento della soglia minima di pagamenti con bancomat e carte di credito a 60 euro e la possibilità degli esercenti di rifiutare pagamenti inferiori ai 60 euro. La nuova legge inizia l’iter di discussione in Parlamento e i tempi sono stretti: la scadenza entro cui l’esecutivo deve approvare la manovra per ottenere la terza tranche di fondi europei da 21 miliardi è il 31 dicembre. Non è tempo di indugi dunque, se si vuole evitare l’esercizio provvisorio della legge.

Cosa cambia per chi pagamenti con bancomat e carte di credito?

Per capire cosa succede è necessario fare un passo indietro. Fino a pochi mesi fa, dall’inizio dell’estate esattamente, gli esercenti erano tenuti ad accettare i pagamenti elettronici tramite Pos, micro-transazioni comprese, pena una sanzione pecuniaria di 30 euro, a cui andava aggiunto il 4% del valore della transazione per cui era stato rifiutato il pagamento non in contanti. Esemplificando, se un commerciante rifiutava un pagamento tramite Pos per un articolo del valore di 20 euro, avrebbe dovuto pagare una multa di 30 euro circa. Due mesi fa l’esenzione dall’obbligo per i tabaccai di poter rifiutare pagamenti con carde di credito o bancomat da chi compra sigarette e valori bollati. La norma di obbligo POS e più in generale di accettare pagamenti elettronici erano già in vigore, ma è grazie al Governo Draghi e all’approvazione del quadro sanzionatorio che sono diventate effettivamente attive – prima dello scorso anno mancavano le sanzioni per gli inadempienti. Già citato nel Piano nazionale come strumento di contrasto all’evasione fiscale e di evoluzione verso la digitalizzazione del Paese, l’obbligo POS non è ritenuto evidentemente un valore aggiunto dal nuovo Esecutivo che vuole percorrere una strada diversa.

Le critiche

Dall’Europa e dall’opposizione arrivano le prime critiche sull’innalzamento della soglia minima dei pagamenti con bancomat e carte di credito a 60 euro. Bruxelles, infatti, non vede di buon occhio la misura che rappresenterebbe un passo indietro nella lotta all’evasione fiscale. L’Iva, ad esempio, è la più evasa (pesa per circa 93 miliardi di euro nel bilancio Ue). Per l’Italia raggiunge i 30 miliardi, la più alta nella Ue, con un tax gap, cioè la differenza tra il dichiarato e l’atteso in termini di incassi erariali, di circa il 20%. Inoltre, la lotta all’evasione è di uno dei capisaldi del Pnrr, a cui è agganciata anche la riforma fiscale.

Palazzo Chigi in una nota precisa che «sono in corso interlocuzioni con la Commissione Ue» e che il governo «terrà conto» degli esiti di questi colloqui «nel prosieguo dell’iter della legge di Bilancio». A tal proposito Raffaele Fitto, il ministro con delega agli Affari Ue, sta lavorando con Bruxelles per trovare un compromesso con le norme Ue.

Il segretario del Pd Enrico Letta parla di “una scelta scellerata” e di “un invito all’evasione”. Ugualmente polemici i 5 Stelle. E si lamenta anche il Codacons (coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) che difende, a ragion veduta, i consumatori.

“Questa misura rappresenta un colpo di spugna che cancella di netto 8 anni di battaglie in favore dei consumatori che dovranno ricorrere necessariamente al contante”, commentano dall’associazione.

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